Vecchio e Nuovo Statuto della Banca d'Italia
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Disclaimer : Vignetta realizzata con uso di IA, scopo riassuntivo e ironizzante.
Vecchio e Nuovo Statuto della Banca d’Italia
Esaminando il vecchio e nuovo statuto della Banca d’Italia è possibile
riscontrare delle modifiche, proprio inerenti al possesso delle quote del capitale di
Bankitalia.
Vecchio Statuto
Prima dell’entrata in vigore del Nuovo Statuto, approvato con delibera
dell’Assemblea generale straordinaria dei partecipanti al capitale del 28 novembre
2006, era in vigore il “Vecchio statuto” che all’ART.3 citava testualmente:
“Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro rappresentato da quote di
partecipazione di 0,52 euro ciascuna . Le dette quote sono nominative e non
possono essere possedute se non da:
a) Casse di risparmio;
b) Istituti di credito di diritto pubblico e Banche di interesse nazionale;
c) Società per azioni esercenti attività bancaria risultanti dalle operazioni
di cui all’ art. 1 del decreto legislativo 20.11.1990, n. 356;
d) Istituti di previdenza;
e) Istituti di assicurazione.
Le quote di partecipazione possono essere cedute, previo consenso del
Consiglio superiore, solamente da uno ad altro ente compreso nelle categorie
indicate nel comma precedente.
In ogni caso dovrà essere assicurata la permanenza della partecipazione
maggioritaria al capitale della Banca da parte di enti pubblici o di società la cui
maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.“
Questo significa che dal lontano 1936 la Banca d’Italia era ed è rimasta una
società per azioni ( sotto le spoglie di un Istituto di Diritto Pubblico ) nelle mani di
privati, poiché l’unica vera quota del capitale in possesso di un ente pubblico
è del 5.0% , quota detenuta dall’INPS.
- Per anni l’elenco degli azionisti di Bankitalia S.p.a. è stato sempre riservato,
ma grazie a un dossier di Ricerche & Studi di Mediobanca, diretta da Fulvio
Coltorti, si sono scoperti quasi tutti i proprietari della Banca d’Italia. Spulciando i
bilanci di banche, assicurazioni eccetera, Coltorti ha annotato le quote che
segnalavano una partecipazione nel capitale della Banca d’Italia. Così il
ricercatore è riuscito a ricostruire gran parte dell’azionariato della nostra massima
istituzione finanziaria. Oggi l’elenco dei partecipanti al capitale della Banca d’Italia è stato reso
pubblico ed è consultabile da tutti anche presso il sito internet dell’istituzione
stessa ( www.bancaditalia.it ).
Il 30 giugno del 1993, Ciampi e Prodi (Presidente del Consiglio e Presidente
dell'IRI) diedero il via alla stagione delle privatizzazioni, partendo appunto
all'apparato bancario.
Nuovo Statuto
Nel Nuovo Statuto, invece, si nota chiaramente come l’ART.3 sia stato
modificato eliminando della parti essenziali:
“Il capitale della Banca d’Italia è di 156.000 euro ed è suddiviso in quote di
partecipazione nominative di 0,52 euro ciascuna, la cui titolarità è disciplinata
dalla legge.
Il trasferimento delle quote avviene, su proposta del Direttorio, solo previo
consenso del Consiglio superiore, nel rispetto dell’autonomia e dell’indipendenza
dell’Istituto e della equilibrata distribuzione delle quote”.
In sostanza è stata eliminata la dicitura inerente la partecipazione
maggioritaria al capitale della Banca, da parte di enti pubblici o di società la cui
maggioranza delle azioni con diritto di voto sia posseduta da enti pubblici.