Arpocrate, il Dio del silenzio- dal canale Telegram Sovversivo

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Parlare di ciò che non si conosce è un tentativo della mente di riempire uno spazio che non tollera vuoto. Ma proprio quel vuoto è il punto.

Il problema non è l’ignoranza. È il bisogno di coprirla subito con parole.


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C'è anche una ricompensa sicura per il silenzio fedele.
Non dovrai mai curiosare nei segreti di nessuno; e nasconderai ciò che ti è stato affidato, anche quando torturato dal vino o dalla rabbia.

Vedi qui Arpocrate, il Dio del silenzio, che trattiene le labbra con un dito, anche in mezzo a vino e rabbia.

Niente sarà tanto benefico quanto restare fermi, parlare pochissimo con gli altri e parlare molto con se stessi.
Considera la prima delle virtù il freno della lingua: è il più vicino a Dio chi sa tacere con ragione.

Una parola una volta detta non sa come tornare indietro.
Se un corvo potesse nutrirsi in silenzio, avrebbe più cibo e molta meno lotta e invidia.
Senocrate, quando gli fu chiesto a un banchetto perché stesse zitto mentre gli altri chiacchieravano, rispose: "Non ho mai rimpianto di essere stato silenzioso, ma ho spesso rimpianto di aver parlato." Inoltre, dividendo la sua giornata in parti, assegnava una parte specificamente al silenzio.

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Fonte : https://t.me/sovversivocanale/7041
Data : 25 aprile 2026