La Stupidità è più pericolosa della Malvagità 🤔 - di Mauro Stenico
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La Stupidità è più pericolosa della Malvagità? Una riflessione tra Filosofia e Sociologia
Dopo alcune settimane di impegno su vari progetti, tra cui la stesura di un nuovo libro ormai giunto alla fase delle bozze, torniamo a riflettere su un quesito che abita il confine tra la sociologia e la filosofia. Una domanda provocatoria ma fondamentale per il bene della società: è più pericoloso l’individuo stupido o quello malvagio?
Il pensiero di Dietrich Bonhoeffer: lettere dal carcere
Per affrontare questo tema ci serviamo di Dietrich Bonhoeffer, teologo e filosofo luterano, resistente al Terzo Reich, che scrisse riflessioni profonde durante la sua prigionia prima di essere ucciso in un campo di concentramento nel 1945.
Nella sua opera Resistenza e Resa, in un paragrafo emblematico intitolato "Della stupidità", Bonhoeffer risponde senza esitazione: per il bene, la stupidità è un nemico più pericoloso della malvagità.
Mentre contro il male è possibile protestare o opporsi con la forza, poiché esso lascia nell'uomo un germe di autodissoluzione e malessere (il pentimento), contro la stupidità non abbiamo difese. Le argomentazioni non servono: se i fatti contraddicono i pregiudizi dello stupido, egli semplicemente non vi crede o li liquida come irrilevanti. A differenza del malvagio, lo stupido è pienamente soddisfatto di sé e può diventare aggressivo se messo in discussione.
La Stupidità come difetto dell'Umanità, non dell'Intelletto
Un punto cruciale della riflessione di Bonhoeffer è che la stupidità non riguarda l'intelligenza. Esistono persone intellettualmente elastiche che sono stupide, e persone goffe intellettualmente che non lo sono affatto.
La stupidità è un difetto dell'umanità. In determinate circostanze, gli uomini non nascono stupidi, ma "vengono resi" tali o si lasciano rendere tali. Esiste dunque una componente di colpevolezza: una sorta di stupidità volontaria che si manifesta soprattutto quando l'individuo si fonde con la massa.
La Psicologia delle Folle: Scipio Sighele e la snaturazione dell'individuo
Qui si innesta il pensiero di Scipio Sighele, autore trentino e pioniere della psicologia delle folle. Sighele sostiene che l'aggregato (il gruppo, il movimento, la setta) non riproduce i caratteri delle singole persone che lo compongono, ma li snatura, peggiorandoli o migliorandoli.
Spesso individui che stimiamo come intelligenti, una volta entrati in un gruppo, perdono la capacità di elaborare argomentazioni proprie. Bonhoeffer conferma questa legge sociopsicologica: la potenza dell'uno richiede la stupidità degli altri. L'ostentazione del potere deruba l'uomo della sua indipendenza interiore.
Lo stupido come strumento senza volontà
Quando parliamo con una persona colpita da questo tipo di stupidità, ci accorgiamo che non stiamo parlando con lei, ma con slogan e motti da cui è dominata. Lo stupido diventa uno strumento senza volontà, capace di qualsiasi malvagità perché incapace di riconoscerla come tale.
Bonhoeffer definisce questo processo come una "profanazione diabolica", citando come esempio chi, durante le dittature, si vantava della delazione verso il prossimo. In questo stato, l'indipendenza interiore viene ceduta completamente alle dinamiche del collettivo.
La via della liberazione
Come si vince la stupidità? Bonhoeffer è drastico: non si vince con l'insegnamento, ma solo con un atto di liberazione. Spesso la liberazione interiore deve essere preceduta da una liberazione esteriore.
Citando la Bibbia ("Il timore di Dio è l'inizio della sapienza"), l'autore suggerisce che l'unica vittoria reale sulla stupidità sia la vita responsabile davanti a Dio. Tuttavia, questo non significa che la maggioranza degli uomini sia stupida per natura; tutto dipende da chi detiene il potere e se questi punti sull'autonomia delle persone o sulla loro cecità.
Conclusione
Oggi più che mai, in un mondo dove circolano innumerevoli "stupidaggini", è vitale recuperare la propria indipendenza interiore e il coraggio di vagliare criticamente ciò che riceviamo dal gruppo o dal potere.
Siete d'accordo con l'analisi di Bonhoeffer e Sighele? Cosa intendete voi per stupidità?
Mauro Stenico