Breve estratto dal libro Conosci Te Stesso - Cerchio Firenze 77

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Il grande piano

Come ogni macchina lavora perché è stata costruita secondo i principi che regolano la fenomenologia del piano fisico, cosí l'universo esiste perché si fonda su precise leggi.
Queste leggi hanno la loro radice nel grande piano divino, poiché è qui la loro ragione di esistenza, ma si manifestano e vigono su ciascun piano, regolandone la vita. La conoscenza di tali leggi è visione del reale. Ignorarle non vuol dire che non esistano o che non abbiano i loro effetti.
Si ignorano troppe cose ed è per questo che si soffre. Ignorare significa non sapere, ma si può non sapere proprio per non voler sapere, oltre che per non poterlo! Lo scopo di questo insegnamento è di farvi conoscere quelle leggi.

L'origine del dolore

Nei momenti di slancio si vorrebbe portare la pace nel mondo: ma prima di questo, si guardi se si è in pace con i propri vicini. Da questo si deve cominciare. Non ci si pentirà certo delle grandi cose che non si sono fatte perché non si potevano fare, ma delle piccole che si sono tralasciate.
Si comincia dalle piccole cose per arrivare alle grandi; si comprendono le piccole cose per comprendere le grandi. Ma le piccole cose, se esistono, credete che non siano degne di attenzione? In verità una cosa diviene piccola nel momento che si supera o si comprende.
Qui sta la causa del vostro soffrire: vorreste conoscerla per poterla eliminare, ma per questa liberazione dovete conoscere voi stessi. La causa del vostro soffrire può risiedere nel veicolo fisico, in quello astrale, nel mentale o nella piú alta espressione del sé. Sí, anche quando sembra provenire dal fato, in realtà non è che l'eco di un vostro agire di "allora" che torna e vi atterrisce. Tutto quanto si ha, si deve pagare. Nessuno può essere sfruttato, perché non esiste privilegio nelle leggi del grande piano divino. Voi definite privilegiato chi, per certi diritti dei quali può avvalersi, ha una potestà maggiore della vostra. Ma nella Realtà il privilegiato non è tale, poiché egli non si sente alcun diritto, bensí solo il dovere di beneficare. Chi ama non ha diritti, ha solo doveri; e solo chi comprende, ama; e solo chi ama, può sapere; e solo chi sa, ha una potestà. Tale potestà è tanto piú grande quanto piú si ama, quanto piú si è altruisti.

L'insegnamento del dolore

Desiderare è un po' come soffrire. Il desiderio è vita, spinge la creatura, la chiama.
Cosí, la sofferenza la muove dalle cristallizzazioni e dagli intorpidimenti. Desiderare, dal punto di vista della vita universale, non è avere un desiderio che prima crea l'illusione e poi la delusione: è camminare di pari passo con la legge di evoluzione. Conoscere se stessi è comprendere le cause della propria sofferenza e superarle: cessare di cristallizzarsi, cessare di soffrire. La sofferenza ha sempre qualcosa da insegnare, perché è un effetto di qualcosa che è stato fatto senza comprendere.
Cosí, accettate la sofferenza, perché insegna comprensione ed affetto.
Ricordatevi che vi sono delle leggi le quali, pur limitandovi per non schiacciarvi, vi mettono di fronte alle vostre responsabilità. Chi conosce queste leggi può agire in armonia con esse, non essendone cosí limitato né, tanto meno, schiacciato avendole osservate. In ciò che vi ho detto è la causa della sofferenza umana; ma benché vi sia stato spiegato, voi continuate a soffrire: perché non sono le parole che possono cambiarvi, ma è la comprensione vostra di queste parole.

Solitudine dell'uomо

Voi cercate un rimedio che possa darvi la felicità e la pienezza interiori: lo cercate perché siete stanchi della vita, annoiati e delusi, dolenti per qualche motivo. Questo tanto invocato e ricercato rimedio si chiama Realtà, ma proprio perché è Realtà non pud essere comunicata. L'uomo è solo di fronte alla verità. Nessuno può capire, comprendere per lui. Se ascoltate le nostre parole per il loro suono e non per comprendere, e non per aprirvi a quello che esse vogliono significare e suscitare in voi - e lo possono solo attraverso voi stessi - la vostra vita rimane un correre affannoso ora qua e ora là, capace solo di deludervi. Stanco della vita, annoiato e deluso, dolente per qualche motivo, l'uomo che cerca la felicità e la pienezza interiori si pone l'interrogativo: "Che cosa posso fare?". "Niente", è la risposta: " Conosci te stesso ".

La via della liberazione

Ognuno deve comprendere se stesso: questo è il solo modo di liberarsi. Ma come può l'individuo comprendere se stesso se non mette a nudo l'essere suo, se non esegue una profonda analisi che possa aprirlo, che possa svelare a lui stesso la vera causa del suo comportamento, le vere ragioni del suo agire e pensare? Ditemi: perché cercate la verità? Forse perché sperate che essa possa far cessare in voi ogni dolore, ogni affanno, ogni senso di vuoto? Ma allora voi non cercate la verità: voi cercate il benessere, la sicurezza. Ditemi: se vi fosse detto che la verità procura atroci sofferenze, la cerchereste ancora? Probabilmente no. Ma allora il vostro altruismo è un'illusione, se vi permette di tollerare, di ignorare le sofferenze altrui. Ascoltando queste parole, cercate di scoprire in esse una via, una regola da seguire; probabilmente vi sforzerete di aiutare i vostri fratelli: ma io vi dico che nessun modo, nessuna regola c'è per giungere alla Realtà. Comprendere se stessi, abbandonare ogni posizione non realmente sentita, ogni falsità: via ogni pregiudizio, via ogni timore! Solo comprendendo se stesso l'uomo può liberare l'essere suo dalla sofferenza, dal dolore. E per comprendere se stessi non vi è regola, non c'è esercizio da seguire. Lo ripeto: ognuno deve essere consapevole dei propri limiti, comprenderli; e, comprendendoli, li supererà.


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