Prepararsi all’Impero - Curtis Yarvin, profeta dell’Illuminismo nero

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Restaurare l'impero — con i geek al comando. Inaugurare una nuova era — quella dell'Illuminismo nero. Trasformare lo Stato in una startup e rinchiudere gli individui giudicati inutili. Mescolando Matrix e Aristotele, il blogger neo-reazionario Curtis Yarvin vuole porre fine al «fallito esperimento democratico degli ultimi due secoli» e instaurare una nuova monarchia. Potrebbe far sorridere, ma l'autore ha l'attenzione della cerchia ristretta di Trump: bisogna prenderlo sul serio.

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In foto : Curtis Yarvin

Note

Riporto qui l'introduzione de Il Grand Continent, alla traduzione dell'intervista fatta a Curtis Yarvin al New York Times.

Info

Fonte : https://legrandcontinent.eu/it/2025/01/21/prepararsi-allimpero-curtis-yarvin-profeta-dellilluminismo-nero/
Le Grand Continent : Traduciamo e commentiamo la sua recente intervista al New York Times.


Il Grand Continent :

Dietro ragionamenti storici superficiali e spesso incoerenti, Curtis Yarvin immagina una società in cui i leader del settore digitale regnano come padroni assoluti del destino del mondo, dove i cittadini comuni sono privati dei loro diritti e gli individui giudicati non produttivi sono rinchiusi in cantine, distratti da una realtà virtuale. Il «tecno-monarchismo» di Curtis Yarvin porta a una giustificazione del potere illimitato degli oligarchi del digitale e dell’eugenetica in nome del bene comune.

Tali ragionamenti potrebbero far sorridere se il vicepresidente degli Stati Uniti J. D. Vance non citasse Curtis Yarvin come riferimento e se quest’ultimo non fosse al centro di una galassia reazionaria che intende influenzare la futura amministrazione Trump, da Peter Thiel a Elon Musk, e spingere ancora più verso politiche radicali un partito repubblicano che Yarvin ha sempre considerato «progressista».

Curtis Yarvin è nato nel 1973 da padre diplomatico americano, i cui genitori erano ebrei comunisti americani, e madre protestante. Dopo aver frequentato scuole progressiste d’élite, ha studiato informatica alla Brown University e poi a Berkeley, prima di lavorare in un’azienda digitale. Nel 2002 ha creato una piattaforma di server decentralizzata chiamata Urbit e nel 2013 un’azienda per svilupparla, la Tlön Corp, con investimenti di Peter Thiel.

Curtis Yarvin ha iniziato a pubblicare su blog con lo pseudonimo di Mencius Moldbug 1, tra cui un manifesto intitolato «The Mencius vision» nel 2007 sul blog 2 Blowhards, in cui difende il «formalismo» richiamandosi ad autori come Jouvenel, Kuehnelt-Leddihn, Leoni, Burnham e Nock 2. In questo periodo lancia il suo blog, Unqualified Reservations, sul quale sviluppa la sua teoria «neoreazionaria», che definisce come «l’unione di due forze: lo spirito dell’ingegneria moderna e la grande eredità storica del pensiero pre-democratico dell’antichità, del periodo classico e dell’era vittoriana» 3. Infine, nel 2020 crea una pagina Substack chiamata Grey Mirror, dove sviluppa l’idea che la democrazia sia un esperimento politico fallito a cui bisogna porre fine.

È stato uno dei primi commentatori identificati come neo-reazionari, prima che il termine diventasse popolare e fosse rivendicato da altri blogger, come Anomaly UK, il professore britannico Nick Land, inventore del concetto di «Illuminismo oscuro» (Dark Enlightenment) e Michael Anissimov. Questa galassia è influenzata da pensatori reazionari come Hans-Hermann Hoppe, professore emerito dell’Università del Nevada e autore del libro Democracy: The God That Failed del 2001, che ha profondamente influenzato Curtis 4, o Steve Sailer, editorialista associato al supremacismo bianco. Si riferiscono anche a pensatori più classici, come Thomas Carlyle (1795-1891), storico conservatore scozzese, noto tra l’altro per la sua storia della Rivoluzione francese, e Julius Evola (1898-1974), saggista italiano tradizionalista, aristocratico e imperialista, favorevole al fascismo italiano e successivamente fonte di ispirazione per i movimenti neofascisti del dopoguerra.

L’immaginario di Curtis Yarvin è un sorprendente mix di riferimenti classici e cultura geek contemporanea. Ispirandosi a Matrix, in un articolo intitolato «Un argomento contro la democrazia: dieci pillole rosse» — invita i suoi lettori a prendere una «pillola rossa» in riferimento a quella che, nel film, permette di prendere coscienza delle illusioni imposte dalla Matrice agli esseri umani e, nel mondo di Curtis Yarvin, permetterebbe di dissipare una serie di idee preconcette sui benefici della democrazia. Questo uso metaforico del film Matrix è stato ripreso anche da Elon Musk nel maggio 2020.

Yarvin si soprannomina anche il «signore dei Sith» del pensiero neoreazionario, suggerendo così di lavorare alla costruzione di un Impero, proprio come il personaggio immaginario Palpatine instaura un Impero galattico a seguito di un colpo di Stato nella serie di film Star Wars, grazie al suo dominio del lato oscuro della Forza.

Questa critica radicale della democrazia e l’invito a creare un impero-startup reazionario, proveniente dalle file degli ingegneri informatici della Silicon Valley, potrebbe far sorridere se non avesse un’influenza diretta e crescente sull’amministrazione Trump, che da ieri è al comando della prima potenza mondiale.

Infatti, Curtis Yarvin non è solo un guru della techright e dell’altright — il sito Breitbart lo colloca in cima alla lista delle sue influenze intellettuali 5 — ma è anche influente presso figure dell’amministrazione Trump, tra cui J. D. Vance, che lo cita regolarmente, come nel podcast conservatore Jack Murphy Live, dove menziona Curtis Yarvin come fonte per giustificare la necessità di eliminare un gran numero di funzionari pubblici nell’ipotesi di un secondo mandato di Trump 6. Questa influenza si costruisce attraverso Peter Thiel, che lo considera uno «storico interessante» e lo ha fatto partecipare insieme a J. D. Vance alle conferenze del movimento nazional-conservatore di Yoram Hazony — anche artefice dell’avvicinamento tra le destre identitarie europee.

Le fantasie di Curtis Yarvin non sono quindi più le elucubrazioni innocue di ingegneri appassionati di fantascienza e storia medievale: costituiscono l’immaginario politico di un numero crescente di membri e sostenitori di spicco dell’amministrazione Trump. Per lo storico David Bell, i grandi miliardari americani si nutrono di questi pensieri neoreazionari e «dietro la loro promozione del libertarismo, della conquista spaziale o dell’«antiwokismo», hanno un obiettivo fondamentale: rovesciare la democrazia americana».

L’intervista al New York Times che traduciamo è stata realizzata pochi giorni prima dell’insediamento di Donald Trump. Passando in rassegna le diverse «tesi» di Yarvin, essa costituisce un punto di accesso fondamentale al suo universo, ai suoi riferimenti e alle principali idee che difende. Essa mette anche in evidenza il modo in cui Yarvin presenta le sue argomentazioni e risponde alle critiche.


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