TRA POCHI GIORNI ESPLODE TUTTO - Il Doppio Gioco di Washington tra Bombe in Iran e Petrolio di Putin - di Omega Click
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Mentre i telegiornali di tutto il mondo focalizzano l’attenzione sui bombardamenti in Medio Oriente e sulla chiusura dello Stretto di Hormuz, esiste una realtà documentata che scorre silenziosa nei server del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti. Quattro documenti ufficiali, firmati e timbrati tra il 12 e il 30 marzo 2026, rivelano una strategia che contraddice la narrazione pubblica delle sanzioni e della crisi energetica.
La Diplomazia dei "Permessi Segreti"
Nonostante la retorica bellica e l'imposizione di sanzioni decennali, il governo degli Stati Uniti ha emesso delle licenze specifiche che autorizzano il commercio di ciò che pubblicamente dichiarano di voler bloccare.
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12 Marzo 2026 – General License 134: Firmata da Bradley Smith (direttore dell’OFAC), questa licenza autorizza tutte le operazioni necessarie per la vendita e la consegna di petrolio russo già caricato su navi, incluse quelle sotto sanzione [03:05]. Il permesso include assicurazioni, ormeggio e persino riparazioni d’emergenza, con scadenza fissata all'11 aprile 2026.
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20 Marzo 2026 – La Licenza per l'Iran: Solo otto giorni dopo, Washington ha firmato un'autorizzazione analoga per il petrolio iraniano [04:13]. Mentre le bombe cadevano, il Tesoro americano creava un corridoio regolatorio per far fluire il greggio del regime che definisce una "minaccia esistenziale", con scadenza al 19 aprile 2026.
Lo Stretto di Hormuz: Una Crisi Gestita
Il video analizza la situazione tattica nello Stretto di Hormuz. Sebbene venga descritto dai media come un blocco totale, la realtà sul campo suggerisce una "sovranità selettiva" [07:40]. L'Iran non ha distrutto il passaggio, ma ha imposto un checkpoint. La Marina Militare statunitense, pur essendo la più potente al mondo, non ha forzato il blocco, lasciando che il flusso venisse amministrato in modo dinamico [08:22].
Questo "rubinetto" permette a Washington di decidere quale petrolio passa e quale no, trasformando le sanzioni da un muro invalicabile a uno strumento di gestione dei mercati.
Il Prezzo Pagato dall'Europa
Il dato più allarmante riguarda le ricadute sul continente europeo e sull'Italia. Mentre gli Stati Uniti proteggono i propri flussi con deroghe interne, l'Europa resta scoperta:
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Costi Agricoli: Il blocco dello zolfo da Hormuz colpisce direttamente la produzione di fertilizzanti, innalzando i prezzi dei beni alimentari come il grano e il pane [10:16].
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Crisi Industriale: La mancanza di elio dal Qatar danneggia settori ad alta tecnologia, dai semiconduttori alla diagnostica medica (risonanze magnetiche) [10:37].
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Dipendenza Energetica: Il video suggerisce che questa crisi sia funzionale a spingere l'Europa verso contratti trentennali per il Gas Naturale Liquefatto (GNL) americano, venduto a prezzi molto più alti rispetto al gas russo [12:44].
Verso il "Secondo Atto"
Le date stampate sui documenti ufficiali rappresentano dei veri e propri detonatori finanziari. Con la scadenza delle licenze per il petrolio russo (11 aprile) e iraniano (19 aprile), il mercato potrebbe subire un secondo shock [15:35].
In questo scenario, gli unici attori a trarre profitto sembrano essere i fornitori americani e, paradossalmente, la Russia stessa, le cui navi sono tra le poche a transitare indisturbate nello stretto grazie ai supporti di intelligence forniti all'Iran [13:59].
Conclusione
I documenti presentati mostrano una discrepanza netta tra le azioni militari e gli atti amministrativi burocratici. Mentre il mondo osserva il conflitto, le firme su carta intestata del governo federale decidono chi deve prosperare e chi deve affrontare bollette insostenibili, delineando una nuova geografia della dipendenza energetica europea.