Una lezione ignorata - il Terrario ed il prezzo dello squilibrio - Gianluca Channel

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Una lezione ignorata: il Terrario ed il prezzo dello squilibrio

Osserviamo questa bilancia, così elegantemente raffigurata, e la sua pretesa di "equilibrio". Ma cosa significa equilibrio in tempi come questi? Quando il cuore, pulsante di empatia e intuizione, è costantemente soffocato dal tintinnio incessante della logica più fredda e opportunistica, cosa resta del nostro presunto discernimento?

L'immagine suggerisce una danza armoniosa tra ragione ed emozione, un bilanciamento sacro tra ciò che sentiamo e ciò che calcoliamo. Ma la realtà che ci circonda dipinge un quadro ben più sinistro.

L'uomo, troppo spesso, è stato il suo stesso carnefice, ingannato e ferito non da forze esterne, ma dalla propria ostinata decentratura.

Abbiamo lasciato che un piatto della bilancia sprofondasse, appesantito da un ego smisurato, da un'avidità senza freno, da una razionalità disconnessa da ogni radice etica.
E il risultato? Un "male" endemico che si manifesta in cicli di collasso.

Come in un terrario, in questo piccolo ecosistema che chiamiamo Terra, la specie dominante sembra destinata a ripetere sempre lo stesso errore.

Ogni volta che l'equilibrio si spezza, che la bilancia pende irrimediabilmente, arriva il "reset". Un reset non come una pulizia rigenerante, ma come una brutale correzione di rotta imposta dalla realtà stessa.

Pandemie, crisi climatiche e conflitti fratricidi organizzati a tavolino non sono forse i segnali inequivocabili di una bilancia rotta, di un equilibrio mai veramente compreso, o peggio, deliberatamente ignorato?

Le fasi lunari in alto simboleggiano i cicli, le mani che reggono i piatti l'ineludibile responsabilità. Ma se le mani tremano per la paura o la cupidigia, se i cicli naturali vengono violentati, allora il messaggio è chiaro e spietato, la natura non perdona la decentratura.

E forse, l'uomo, fregato più volte da se stesso, è condannato a guardare il suo terrario ribollire, finché non imparerà e sarà costretto a rimettere il cuore al centro e la ragione al suo servizio.

E allora smettiamola di mentire a noi stessi. Quella parola, "BALANCE", scritta con tanta eleganza in fondo al foglio, oggi suona come un insulto. Non c’è equilibrio in un terrario dove il cervello è diventato un calcolatore di profitti e il cuore un muscolo atrofizzato, buono solo per essere manipolato dal marketing della pietà o dal veleno dei social.

L’uomo è stato fregato, sì. Ma la verità più bruciante è che l’uomo ha scelto di farsi fregare. Ha barattato la propria centralità spirituale con il comfort di una gabbia ben arredata. Abbiamo permesso che mani invisibili inclinassero i piatti della nostra bilancia, accettando passivamente l'idea che la nostra "decentratura" fosse il prezzo del progresso.

Il "male" non è un’entità astratta: è questo squilibrio cronico, è la pretesa di vivere fuori asse. Ma il terrario ha le sue regole e la sua pazienza sta finendo. I "reset" non sono incidenti di percorso; sono lo scarico di un sistema che rigetta ciò che è diventato tossico.

Ogni specie che si scorda il proprio scopo finisce nel compost della storia.
Siamo all'ennesimo bivio. Puoi continuare a guardare i cicli della luna e le montagne come fossero uno sfondo sul desktop, aspettando che il prossimo reset ti cancelli dalla memoria del pianeta.

Oppure puoi finalmente guardarti le mani. Quelle mani che reggono la bilancia sono le tue. Svegliati, riprendi il peso del tuo cuore e della tua ragione. Rifiuta di essere un errore statistico in un esperimento fallito.

Perché se non sarai tu a rimetterti al centro, sarà il prossimo collasso a farlo per te, riducendoti a polvere per far posto a chi, forse, saprà finalmente cosa farsene della libertà.

Gianluca

t.me/ArredaLaMatrix


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