Prima Parte - La fine del lavoro - Jeremy Rifkin - Appunti
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Il declino della forza lavoro globale e l'avvento dell'era post mercato


Nota in divenire. Questo contenuto verrà integrato e rifinito nel tempo.
Nota Madre : La Fine del Lavoro di Jeremy Rifkin - Un'analisi in divenire 🪴
Anno pubblicazione : 1995
Capitolo 1. La fine del lavoro
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Lo stesso vale sempre secondo Harrison per il Giappone e la Germania le altre due maggiori superpotenze economiche il fatto è che mentre meno dell'un percento delle imprese attive negli Stati Uniti impiega più di 500 lavoratori, alla fine del decennio scorso le grandi imprese davano lavoro al più del 41% degli occupati nel settore privato. E sono proprio le grandi aziende le più attive nel re-engineering della propria attività e quelle che si stanno liberando di grandi masse di lavoratori.
L'attuale ondata di tagli occupazionali acquisisce un maggiore significato politico alla luce della tendenza manifestata dagli economisti di rendere continuamente verso l'alto il livello di disoccupazione, accettabile nell'ambito di un sistema economico. Come accade con molti altri aspetti della vita, correggiamo le nostre aspettative per il futuro sulla base della contingenza attuale.
Nel caso del lavoro, gli economisti hanno iniziato un pericoloso gioco di adattamento ai dati sempre crescenti sulla disoccupazione nascondendo sotto il tappeto le implicazioni di una curva storica che sta conducendo inesorabilmente a un mondo con sempre meno lavoratori.
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Il fatto che questo futuro sia utopico o distopico dipende in larga misura da come verranno al dipartiti i guadagni conseguiti grazie alla maggior produttività.
Una distribuzione ispirata a principi di giustizia ed equità, prevederebbe una diminuzione dell'orario lavorativo in tutto il mondo e uno sforzo concertato.
Dei governi centrali per fornire alternative di occupazione nel terzo settore - l'economia sociale - agli individui espulsi dal mercato del lavoro.
Se, invece, i guadagni di produttività realizzati grazie alle alte tecnologie non venissero condivisi - ma utilizzati prevalentemente per incrementare i profitti d'impresa, a esclusivo beneficio degli azionisti, del top manager, e dell'emergente élite del knowledge workers - ci sono ampie probabilità che la crescente spaccatura tra ricchi e poveri conduca a sollevazioni sociali su scala mondiale.