La Fine del Lavoro di Jeremy Rifkin - Un'analisi in divenire 🪴
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Filosofia del progetto.
Questo spazio è un progetto dinamico ed elastico. Non leggerai una recensione finita, ma assisterai all'evoluzione del mio studio sul testo. Le note si svilupperanno con una struttura modulare:
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Dinamicità: Ogni capitolo avrà la sua nota dedicata, che crescerà e cambierà man mano che i concetti si collegano tra loro.
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Integrità e Dialogo: Troverai citazioni dirette dal libro per preservare il pensiero dell'autore, affiancate da miei commenti personali.
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Distinzione chiara: Per trasparenza, ogni mio pensiero aggiunto o riflessione integrativa sarà chiaramente evidenziato (es. tramite callout o formattazione specifica), così da distinguere sempre la fonte originale dal mio contributo.
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Riporto per iniziare l'introduzione integrale del libro.
Introduzione dell'autore Jeremy Rifkin
Data Pubblicazione del libro : 1995
Indice Note in divenire:
Prima Parte - La fine del lavoro - Jeremy Rifkin - Appunti
Introduzione
Oggi su scala globale La disoccupazione ha raggiunto il livello più elevato dai tempi della grande depressione degli anni 30. Nel mondo più di 800 milioni di persone sono disoccupate o sotto occupate. Questo numero è probabilmente destinato ad aumentare ulteriormente negli anni che ci separano dall'inizio del nuovo millennio, poiché milioni di individui si affacceranno per la prima volta sul mercato del lavoro per ritrovarsi senza alcuna possibilità di occupazione e molte saranno le vittime di un'innovazione tecnologica che sostituisce sempre più velocemente il lavoro umano con le macchine in quasi tutti i settori dell'economia globale.
Dopo anni di previsioni piene di speranza e di false partenze, le nuove tecnologie delle comunicazioni e dell'informatica stanno per avere il loro impatto previsto sul lavoro e sull'economia, lanciando la comunità mondiale nella terza grande rivoluzione industriale. Milioni di lavoratori sono già stati permanentemente eliminati dai processi economici e intere categorie di mansioni e di professioni si sono ridimensionate, hanno subito ristrutturazioni o sono scomparse.
L'era dell'informazione è iniziata. Negli anni che ci attendono , tecnologie software sempre più sofisticate porteranno la nostra civiltà sempre più vicina al mito di un mondo senza lavoratori. Nei comparti agricolo, manifatturiero e dei servizi, le macchine si sostituiranno al lavoro umano e rendono prevedibile l'avvento di un'economia di produzione quasi completamente automatizzata entro la metà del XXI secolo.
La massiccia sostituzione degli uomini con le macchine costringerà ogni nazione a ripensare il ruolo della persona nel processo sociale. La ridefinizione delle opportunità e delle responsabilità di milioni di persone in una società nella quale non esiste l'occupazione massa sarà molto probabilmente la questione sociale più pressante nel secolo a venire.
Mentre la gente continua a sentir parlare della prosperità economica prossima Ventura, i lavoratori in tutto il mondo osservano con perplessità quella che pare essere una ripresa che non crea nuova occupazione. Non passa giorno senza che una multinazionale dichiari al pubblico di essere diventata più competitiva a livello globale e che i suoi profitti sono in aumento costante, annunciando allo stesso tempo licenziamenti in massa. Nel solo mese di gennaio 1994 le grandi imprese americane hanno eliminato più di 108.000 posti di lavoro. La maggior parte dei tagli si verifica nel comparto dei servizi dove le ristrutturazioni aziendali e l'introduzione di nuove tecnologie laborsaving causano, più che altrove, incrementi nella produttività, aumento dei profitti e minori opportunità di occupazione.
Stiamo per entrare in una nuova fase della storia del mondo. Un'epoca nella quale saranno necessari sempre meno lavoratori per produrre beni e servizi richiesti dalla popolazione mondiale.
La fine del lavoro prende in esame le innovazioni tecnologiche e le forze di mercato che ci stanno portando verso un mondo senza lavoratori. Analizza le opportunità e i pericoli insiti nella terza rivoluzione industriale e tenta di dare una prima approssimativa risposta ai complessi problemi che accompagneranno la transizione verso l'era post mercato.
Prima parte : I due volti della tecnologia
Nella prima parte, I due volti della tecnologia, verrà presentato un panorama della rivoluzione tecnologica in corso nel tentativo di comprenderne gli effetti sull'occupazione e sull'economia mondiale. Per analizzare meglio sia l'impatto sia i potenziali effetti della terza rivoluzione industriale, prenderemo in esame due visioni contrastanti del processo Tecnologico che ha innescato la spinta verso una società automatizzata e ci domanderemo come ciascuna possa aver influenzato sull'indirizzo che la società prenderà nel suo percorso verso un mondo virtualmente privo di lavoratori.
Seconda Parte : La terza rivoluzione industriale
Per dare una premessa al corrente dibattito sull'innovazione tecnologica e sull'occupazione, nella seconda parte analizzeremo come le innovazioni tecnologiche già introdotte nella produzione abbiano condizionato la vita dei lavoratori americani di colore e quella delle organizzazioni sindacali. La loro esperienza potrebbe essere considerata premonitrice di ciò che attende milioni di colletti bianchi, di impiegati e di un crescente numero di manager di livello intermedio e di professional in tutto il mondo.
Nel passato, quando le tecnologie si sostituivano ai lavoratori in un determinato campo, sono sempre emersi nuovi settori ad assorbire quella parte di lavoro diventata eccedente. Oggi i tre tradizionali comparti dell'economia (agricoltura, industria e servizi) stanno vivendo uno spiazzamento tecnologico che spinge milioni di persone nelle liste di disoccupazione. L'unico nuovo settore che sta emergendo da questo processo è quello della conoscenza, il knowledge sector. Costituito da una piccola élite di imprenditori, scienziati, tecnici, programmatori di computer, insegnanti e consulenti, sebbene sia in crescita, non ci si aspetta che tale ambito possa assorbire più di una minima frazione delle centinaia di milioni di individui che verranno espulsi dal mercato del lavoro nei prossimi decenni.
Terza Parte : Il declino della forza-lavoro
Nella terza parte, Il declino della forza-lavoro globale, esploreremo i profondi cambiamenti tecnologici e organizzativi che si stanno verificando nei comparti agricoli, manifatturiero e dei servizi che stanno maggiormente riducendo il numero di occupati necessari per produrre beni e servizi.
La ristrutturazione dei processi produttivi e la sostituzione definitiva del lavoro umano con le macchine sono state fin d'ora pagate pesantemente dalle vite di milioni di lavoratori.
Quarta parte : Il prezzo del Progresso
La quarta parte, Il prezzo del progresso, cercherà di stabilire con accuratezza come la terza rivoluzione industriale stia condizionando la forza lavoro a livello mondiale. Le tecnologie dell'informazione e della comunicazione e le forze del mercato globale stanno rapidamente polarizzando la popolazione mondiale in due forze inconciliabili e potenzialmente conflittuali: un'élite cosmopolita di analisti di simboli che controllano le tecnologie e le forze di produzione e un crescente numero di lavoratori permanentemente in eccesso con poche speranze e ancor meno prospettive di trovare un'occupazione significativa.
Cercheremo di sondare l'impatto della nuova rivoluzione tecnologica sia sulle nazioni industrializzate sia sui paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione al rapporto tra disoccupazione tecnologica e crescita dell'incidenza del crimine e della violenza nel mondo. Alle porte del nuovo villaggio tecnologico globale si accampa un crescente numero di uomini poveri e disperati, molti dei quali si dedicano ad attività criminose e contribuiscono a creare una diffusa subcultura criminale. Questa nuova cultura della criminalità inizia a essere una minaccia seria e reale alla capacità dei governi centrali di mantenere l'ordine e garantire la sicurezza ai propri cittadini.
La terza rivoluzione industriale è, nel bene e nel male, un evento con cui fare i conti. Se le nuove tecnologie riusciranno a liberarci offrendoci una vita più piacevole o se provocheranno una massiccia disoccupazione dipenderà in larga parte da come ogni singola nazione risponderà alla questione degli incrementi di produttività.
Sezione Finale : L'alba dell'era post mercato
Nella sezione finale, L'Alba dell'era post mercato, prenderemo in esame alcuni provvedimenti di natura pratica per gestire gli incrementi della produttività e lenire gli effetti del massiccio spiazzamento tecnologico. In tutta l'età" moderna il valore degli individui è stato misurato con il valore di mercato del loro lavoro. Ora che il valore di tali risorse è diventato sempre più marginale e irrilevante sarà necessario esplorare nuovi modi per definire il valore dell'individuo.
Il libro si concluderà con la formulazione di un nuovo paradigma post mercato e con l'analisi delle possibili modalità alternative per gestire la transizione verso la prospettiva del terzo settore.